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2018 Programma - Program
Tutti i concerti Open Air sono gratuiti - All Open Air Free Concerts

ORARIO DI INIZIO DELLE SERATE 20.45

Mendrisio, Piazzale alla Valle
Venerdi 6 luglio


MANOU GALLO
Manou Gallo, b, voc, Yannick Werthe, g, Boris Tchango, dr, David Thomaere, p, Nicola Drici, tp, Gaspar Gierse, s, Sébastien Van Hoey, tb
Regina dell'Afro Groove, cantante, bassista e percussionista, Manou Gallo è una brillante band leader e musicista. Nata a Divo, una cittadina della parte occidentale della Costa d'Avorio, culla delle radici della popolazione Djiboi, Manou è cresciuta accanto a sua nonna in un ambiente in cui, come lei stessa ricorda: "Vivevo come una piccola selvaggia, aiutando I contadini nei campi. Non sono andata a scuola ma mia nonna mi ha insegnato il rispetto per i valori della tradizione". Fin da bambina ha avuto una predilezione per il ritmo che esprimeva con tutto il corpo e con la voce. Quasi come fosse un'ossessione. D'altronde in Costa d'Avorio il ritmo e la musicalità sono una costante delle tradizioni che accompagnano nascite, matrimoni, funerali …la vita insomma. L'ideale per l'artista ivoriana. Infatti non ci è voluto molto a trasformare le doti naturali di Manou in una passione che ha presto trasferito nelle percussioni e, soprattutto, nel basso. A tal punto che il leggendario Bootsy Collins l'ha inserita fra i 10 migliori bassisti al mondo! Un risultato straordinario e unico per un'artista in grado di unire Funk e Groove alle sue eredità africane. Un'esperienza che viene confermata sulla scena, un luogo artistico che Manou vive come una seconda casa con un Power contagioso e irresistibile.



VINICIUS CANTUARIA
Vinicius Cantuaria, g, voc, Helio Alves, p, Paul Sokolow, b, Adriano Santos, dr, Bill Dobrow, perc.
Cantante, chitarrista, compositore, batterista e percussionista, Vinicius Cantauaria è particolarmente conosciuto tra i musicisti brasiliani del giro della Bossa Nova e del Jazz. Nato a Manaus, in Amazonia e cresciuto a Rio de Janeiro. Dapprima leader della rock band "O Terco" con cui registra ben otto album di successo, Vinicius è stato un pioniere della cosiddetta musica neo-brasiliana. Come compositore si è ritagliato molti successi, come "Lua e Estrela" (con Caetano Veloso nel 1981), "Coisa Linda", "So Você" e "Na Cançao". A metà degli anni '90 si trasferisce a New York dove si cimenta in diversi ambiti, tutti in qualche modo collegati alla musica brasiliana, diventando un punto di riferimento per molteplici collaborazioni con artisti eclettici come Brian Eno, Laurie Anderson, Brad Meldhau, Bill Frisell, Arto Lindsay.
Pur avendo lo studio di registrazione a New York, Vinicius torna frequentemente in Brasile, fonte di ispirazione continua per la ricerca delle sue melodie, sempre eleganti e sofisticate, con trame musicali in stile Bossa Nova molto apprezzate dal pubblico che ama lasciarsi conquistare dalla loro purezza: una sorta di "classico" immerso nella modernità. La critica specializzata lo ha spesso definito come "il nuovo Tom Jobim" (John L. Waters) ma anche "uno dei più schietti e incisivi espatriati della scena newyorkese" (Clive Davis).

 

RE:FUNK Feat. Pee Wee Ellis
Dario Milan, dr, Maqs Rossi, voc, Francesca Morandi, b, Luca Pedroni, g, Luca Fraula, Hammond, Mirko Roccato, s, Piergiorgio Muccio, tb, Emiliano Romano, s, Olmo Antezana, s, Tiziano Codoro, tb, Daniele Moretto, tp, Guest Star, Pee Wee Ellis, s
L'attenzione di Estival per la scena musicale ticinese è sempre stata una conferma dei numerosi e apprezzati talenti che la nostra regione sa esprimere. Come con I RE:FUNK, un gruppo nato nel 2015 per iniziativa di Dario Milan e Maqs Rossi e che si è subito contraddistinto per la qualità delle sue performances in aggiunta alla positività che sa trasmettere in tutte le sue esibizioni. In pochissimo tempo questa band è riuscita a conquistarsi la stima e la fiducia di palcoscenici prestigiosi come quelli di Music in The Park a Montreux, di Jazz Ascona, del Locarno Film Festival, sempre nel segno della musica e dello stile di James Brown, "il padrino del Soul". Il segreto di questa formazione risiede nell'alchimia che si sviluppa nella sua poderosa sezione ritmica con Dario Milan alla batteria, Francesca Morandi al basso e Mad Mantello alla chitarra. Il tutto trascinato dall'energica presenza e dalla voce di Maqs Rossi. Il carattere di eccezionalità dell'esibizione dei RE:FUNK a Estival viene ulteriormente rafforzato dalla presenza di Pee Wee Ellis, il sax tenore di James Brown, per anni direttore musicale delle sua band e autore di una hit come "Cold Sweat". A questo punto le premesse ci sono tutte per un concerto all'insegna del Soul e del Funk, un evento reso possibile grazie all’accordo con la direzione artistica di Jazz Ascona. Una collaborazione che permette ai RE:FUNK con Per Wee Ellis di suonare in entrambe le manifestazioni per entusiasmare un maggior numero di spettatori. Una collaborazione esemplare che testimonia la fratellanza musicale fra le due importanti rassegne musicali della nostra regione.




Mendrisio, Piazzale alla Valle
Sabato 7 luglio


JOE COLOMBO TRIO
Joe Colombo, g,
Luca Tonani, b, Tony Rotta, dr

Il locarnese Joe Colombo è un talento straordinario che Estival ha già ospitato in una memorabile session a Lugano affiancato da Vic Vergeat e Andrea Bignasca. Si sa che la chitarra blues, con le sue 12 battute, non è per tutti. Soprattutto quando le prime esperienze iniziano con concerti in solitario, a dimostrazione di una maestrìa che non concede errori. Joe ha iniziato molto presto a suonare sulle orme dei suoi idoli: Jimi Hendrix, Johnny Winter, Stevie Ray Vaughan. Tecniche assimilate con umiltà e dedizione, che nelle prime tappe della carriera sono state particolarmente apprezzate nella Svizzera italiana e nel nord Italia dove Joe ha avuto modo di essere molto richiesto e ammirato. Ma occorreva qualcosa di più: "Volevo vivere un'esperienza dove la musica fosse una forte componente per me. Così ho messo da parte qualche soldo e sono partito per Los Angeles". Ed è stato un punto di riferimento indispensabile per ricostruire suoni e motivi che hanno permesso al chitarrista ticinese di realizzare innumerevoli tour e partecipare a festival in tutta Europa, USA e Canada dove si è distinto per la sua tecnica “slide” e un virtuosismo particolare, orientato al Texas Blues alla Freddie King, una tecnica apprezzata nelle sue incisioni e nei concerti da "mostri sacri" come Robben Ford, Steve Lukather, Larry Coryell o Hiram Bullock. Joe si presenta a Estival in trio sulla scorta del suo ultimo album, "StratoSlider" (2017), un intenso, energico e contemporaneo Blues strumentale tra composizioni originali e cover scelte per rendere omaggio al chitarrismo texano di Johnny Winter e ad altri con un occhio di riguardo alle qualità rock di Joe Bonamassa e ai virtuosismi melodici di Joe Satriani.

 

THE STANLEY CLARKE BAND
Stanley Clarke, b
Beka Gochiashvili, p, keys, Cameron Graves, keys, Shariq Tucker, dr, Mader Saler, tabla

Molto tempo prima di conquistare per ben quattro volte il Grammy Award, Stanley Clarke, ll’artista, performer, compositore, band-leader, produttore, arrangiatore, uno dei più celebrati suonatori di basso acustico e elettrico al mondo …è stato uno studente. All'origine della sua storia del bassista virtuoso e pionieristico c'è infatti la scuola che ha frequentato a Philadelphia dove è nato nel 1951. Dapprima incontra il violino… ma le sue dita sono troppo grandi! Poi il violoncello: ma non è stato amore a prima vista. Finalmente arriva il contrabbasso, scoperto abbandonato nell’angolo di una palestra. Grazie alla guida e all'incoraggiamento di Eligio Rossi, il suo maestro, Stanley sviluppa la tecnica e la padronanza dello strumento.
Debutta nel professionismo prestissimo, a 15 anni, su invito del saxofonista Byard Lancaster a unirsi in concerto con la sua band con cui suona brani del repertorio di Miles Davis, John Coltrane, Art Blakey, Stran Getz. Il tutto per appena 75 dollari. Negli anni '60 suona con gruppi rock. A partire dal 1970 suona con Horace Silver, con Joe Henderson, Pharoa Sanders e Stan Getz. Ma il successo arriva con il gruppo "Return To Forever" di Chick Corea: da quella straordinaria band Fusion nasce una star, fioccano contratti e nuove esperienze. Come un tour con Jeff Beck alla fine del decennio. A inizio degli anni '80 incide diversi album con George Duke. E le collaborazioni eccellenti sono la regola e i nomi si susseguono: Stewart Copeland, Billy Cobham, Jen-Luc Ponty, Al Di Meola, Jack De Johnette. Nel 2008 pubblica un album in super-trio con Marcus Miller e Victor Wooten. I suoi dischi macinano successi e conquistano il platino. Fra i grandi nomi aggiungiamo anche Stevie Wonder, Wallace Roney, Bela Fleck, Sheila E., Red Hot Chili Peppers, Flea, Wayman Tisdale, Beka Gochiashvili … solo per citarne alcuni. Fin dai primi successi, la sua abilità esecutiva al basso, in particolare per il suo "slapping" (per quel periodo era una tecnica innovativa) preso come modello da da molti altri musicisti. Dopo diversi anni, nonostante sia diventato una vera e propria icona leggendaria, Stanley rimane lo stesso giovane sognatore di Philadelphia e con il medesimo entusiasmo e ineguagliabile bravura torna a Lugano dopo lo straordinario concerto a Estival Nights del 2014.



MF ROBOTS
Dawn Joseph, voc, Jan Kincaid, dr, voc
Mark Beaney, g, Naz Adamson, b, Alex Montaque, keys, Senab Adenkule, b. voc, Greame Flowers, tp, Andy Ross, s

Ecco una proposta nuova e veramente originale lanciata ancora una volta dalla curiosità di Estival. Si può dire che, nonostante le sue 40 edizioni, dare in pasto al pubblico ghiotte novità si conferma essere una delle più interessanti caratteristiche della manifestazione. Il palco di Mendrisio è tutto per un gruppo straordinario, in un certo senso "di periferia", creato dalla coppia anglosassone che unisce il talento di Jan Kinkaid, batterista, voce e fondatore dei Brand New Heavies, band di Acid Jazz e Funk di Ealing (un sobborgo di Londra) con la personalità della cantante e compagna "Heavy" Dawn Joseph, in passato corista per Rod Stewart, Phil Collins, Michael Buble, Craig David… L'obiettivo del duo è quello di creare un suono nuovo di pacca che trae ispirazione da tutta la gamma degli stili e delle influenze musicali. “È una piccola evasione per l'anima", spiega Jan Kincaid, "vogliamo offrire energia e musica entusiasmanti, attuali e in grado di resistere alla prova del tempo". I Music For Robots sono apparsi sulla scena all'inizio dell'anno con un singolo gettonatissimo in discoteca, "The Night is Calling", oltre ad altri brani molto suonati dalle radio. Con il loro Groove fondono gli stili musicali in un modo unico ed eclettico che la stampa ha definito come "Hard Funk elettronico, Acid Jazz, Soul e Pop". C'è di che stupirsi e lasciarsi coinvolgere.




Lugano, Piazza della Riforma
Giovedì 12 luglio


Nguyen Lê
Orchestra della Svizzera italiana
"Celebrating The Dark Side of the Moon"
Conductor: Markus Poschner

With Nguyen Lê g, laptop, Himiko Paganotti, voc, Céline Bonacina, s, Illya Amar, vibes & electronics, Romain Labaye, b, Gergo Borlai, dr
"Nessuno suona la chitarra come lui". Così ha scritto l'autorevole quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung. Nguyên Lê, nato nel 1959 a Parigi da genitori vietnamiti, è il più versatile, indipendente ed esclusivo chitarrista al mondo, capace di scollinare dal Jazz fino alle più svariate influenze musicali che dall'Asia portano alle vallate del Jazz fino alla Fusion e al Rock più classico. Ha iniziato a suonare la batteria a 15 anni prima di passare alla chitarra e al basso elettrici. Dopo aver conseguito il diploma in Arti Visive, Nguyen si è laureato in Filosofia con una tesi sull'Esotismo. Si è quindi interamente dedicato alla musica. Quando a 18 anni visitò per la prima volta il Vietnam, conobbe una musica completamente nuova. Da allora si è occupato a fondo di quell’universo cromatico musicale del sud-est asiatico e al contempo ha sviluppato un suo stile impareggiabile diventando un punto di riferimento del Jazz contemporaneo sul fronte di una sperimentazione senza confine che, accompagnato dall'OSI, abbraccia anche "The Dark Side Of The Moon", la suite capolavoro dei Pink Floyd in una versione appositamente arrangiata per Estival Jazz.

Orchestra della Svizzera italiana OSI
Nel panorama internazionale l’OSI ha saputo qualificarsi come orchestra di punta a livello europeo. Nel gennaio 2018 l’Orchestra e il suo direttore principale Markus Poschner vincono il prestigioso premio discografico internazionale ICMA. Fin dagli anni ’30 l’OSI ha contribuito in maniera determinante allo sviluppo musicale del territorio: Ansermet, Stravinskij, Stokowski, Celibidache e Scherchen sono tra le grandi personalità musicali che l’hanno diretta, come innumerevoli sono i compositori con cui l'OSI ha collaborato come Mascagni, Richard Strauss, Honegger, Milhaud, Martin, Hindemith e, in tempi più vicini, Berio, Henze e Penderecki. L’Orchestra è finanziata principalmente dal Cantone Ticino, dalla Città di Lugano e dall’Associazione degli Amici dell’OSI. Partner Internazionale è il gruppo Helsinn. A partire dal 2018 l’OSI è sostenuta dalla Banca dello Stato del Cantone Ticino, in qualità di sponsor principale, e dalla SSR/RSI in qualità di acquirente di prestazioni. L'esordio a Estival dell'OSI è nel 1993 con Friedrich Gulda. Da allora, accanto alla collaudata formazione, si sono avvicendati molti altri protagonisti della musica contemporanea fra i quali Dave Brubeck, Maynard Fergusson, Max Roach, Richard Galliano, Martha Argerich con Luis Bacalov, Eumir Deodato, Al Di Meola, la Premiata Forneria Marconi (PFM), Michel Camilo, Noa e, lo scorso anno, gli Hildegard lernt fliegen di Andreas Schaerer. Nel luglio 2017 è stato attribuito all’OSI il prestigioso Premio alla Carriera istituito dagli organizzatori di Estival Jazz con il patrocinio del Corriere del Ticino

Markus Poschner
L’eclettico direttore è un grande appassionato di Jazz. Direttore principale dell’OSI dal 2015/16, direttore musicale della Brucknerorchester e del Landestheater Linz dal 2017/18 e primo direttore ospite della Deutsches Kammerorchester Berlin, il Maestro è stato insignito nel 2004 del Deutscher Dirigentenpreis ed è ospite regolare delle più rinomate orchestre e teatri nazionali e internazionale.

 

EKALAVYA
Abhijth P S Nair, v
Sandeep Mohan, g, Mohini Dey, b, Joe Johnson, Keys, Arun Roop, dr

Il violinista indiano Abhijth P S Nair è ormai considerarlo uno straordinario ambasciatore della musica del suo Paese. Sviluppa il suo talento negli anni dell'adolescenza prima di entrare nell'industria cinematografica come direttore musicale a soli 18 anni. Da allora inizia a inanellare successi professionali e artistici, a partire dalla sua collaborazione con il grande batterista Dave Weckl per il suo primo album strumentale di Jazz Fusion "Saraswati at Montreux".
Abhijt si presenta alla quarantesima edizione di Estival con un concerto in cui la tradizione musicale del suo Paese incontra la Fusion, espressa senza sbavature e con straordinaria commistione di ritmi e di modernità: fattori indissolubili, complici di una trance ipnotica e travolgente grazie a musicisti di assoluto livello. In particolare, alla bassista indiana Mohini Dey, musicista fenomenale, ex bambina prodigio, considerata una delle migliori in circolazione e richiestissima da ogni tipo di formazione di prestigio.
Questo che vedremo in scena è un progetto che tocca le corde emozionali più intime e misteriose per un caldo e vigoroso abbraccio di correnti musicali provenienti da vari continenti. Per Estival si tratta della prima apparizione di un gruppo interamente indiano, tutto formato da straordinari virtuosi che non mancheranno di suscitare interesse, di trascinare e entusiasmare il pubblico della piazza.

 

KENNEDY ADMINISTRATION
Kennedy, voc
Ondrej Pivec, keys, Chelton Grey, b, Dan Munzi, g, Nathaniel Townsley, dr

Una voce strepitosa accompagnata da una band irresistibile. Ascoltare Miss Kennedy è un regalo per l'anima ma anche un invito a non rimanere seduti ad ascoltare. È un vulcano. Dinamica come poche artiste, dalla voce calda e potente, la bella e giunonica Kennedy riesce ad accarezzare e restituirci i migliori Bridge di Stevie Wonder, Gregory Porter e Andra Day fino a Lauryn Hill creando l'atmosfera tipica della grande serata musicale. L'ensemble strumentale che l'accompagna vanta un'enorme esperienza accumulata negli anni che affina il suono con un perfetto e irresistibile mix di elementi di Fusion, Funk, Hip-Hop, R&B,Pop e Jazz di altissimo livello. IL risultato ha un impatto di grande modernità e di positiva energia. Tutto ciò grazie anche al perfetto affiatamento ritmico con la batteria di Nat Townsley, il basso di Chelton Grey, l'originale sound chitarristico di Vic Landolfi e le tastiere di Nathaniel Townsley. Tutti davvero eccellenti. Concedeteci l’entusiasmo, ma questo concerto -siamo pronti a scommetterci- è destinato a rimanere a lungo nella memoria del pubblico di Estival.




Lugano, Piazza della Riforma
Venerdì 13 luglio


HUDSON
Jack DeJohnette, dr, John Scofield, g, John Medeski, keys, Scott Colley, b
Mescolando musica originale con emozionanti cover di canzoni di fama mondiale, da Bob Dylan a Joni Mitchell, Jimi Hendrix e The Band di Robbie Robertson, ecco un gruppo spettacolare e mozzafiato come la alle dell'Hudson da cui prende il nome. Un progetto di alto profilo musicale, affascinante e sofisticato.
È un nuovo collettivo che riunisce quattro tra i più influenti musicisti jazz per aggiungere un nuovo capitolo al matrimonio tra Jazz e Rock iniziato con Miles Davis negli anni '70.
Il batterista Jack DeJohnette, il chitarrista John Scofield, il tastierista John Medeski e il bassista Scott Coley sono grandi superstar che vantano carriere straordinarie, sia nella loro diversità sia nella loro personale portata, riuscendo a raggiungere il grande pubblico con una vasta gamma di generi e stili. Proprio come con il programma proposto da "Hudson", titolo scelto anche per il loro album d'esordio e che, oltre a brani originali, presenta sorprendenti arrangiamenti di melodie classiche. Dal Blues-Reggae di "Lay Lady Lay" di Dylan all'atmosfera meditativa di "Woodstock" della Mitchell, allo swing in stile New Orleans di "Up On Cripple Creek" di The Band. Pastorale, splendido, emozionante, storico, intimo, sereno e stimolante: sono i fattori descrittivi che trasformano gli Hudson nella destinazione ideale di un ascolto fantastico, visionario e coinvolgente.

Jack DeJohnette
Annoverato fra i migliori batteristi di ogni tempo, DeJohnette è considerato fra I più inventivi percussionisti viventi. Anche se pochi sanno che, prima di diventare un batterista, Jack suonava il pianoforte, strumento che ha iniziato a studiare all'età di 4 anni… La prima significativa esperienza è stata quella di suonare con John Coltrane a metà degli anni '60 ma la scalata verso le grandi vette contempla le collaborazioni con il Quartetto di Charles Loyd e, soprattutto, con la band di Miles Davis. Quella che ha inciso "Bitches Brew", per intenderci. Fra gli altri artisti che hanno segnato la carriera di Jack è necessario ricordare Jan Garbarek, Kennz Wheeler, Pat Metheny e l'eccezionale sodalizio con Keith Jarrett e Gary Peacock per i leggendari "Standards". Nel corso della sua carriera De Johnette ha conquistato due Grammy Awards (2008, 2016).

John Scofield
È uno dei "big three" chitarristi del secolo (fine 20esimo e inizio 21esimo) con Pat Metheny e Bill Frisell. La sua influenza musicale e la sua caratteristica esecutiva derivano dal tratto distintivo legato a un sound originale, distorto al punto giusto e orientato al Rock. Scofield è un maestro dell'improvvisazione, uno stile che ha perfezionato con pagine memorabili del Post-Bop, della Fusion e del Soul-Jazz. Si è formato alla Berklee School suonando nell'area di Boston. Ha inciso con Jerry Mulligan, Chet Baker, Charlie Mingus, fra gli altri, ed è stato membro della Billy Cobham-George Duke Band. Ha suonato con Gary Burton e Dave Liebman e dall'82 all'85 ha girato il mondo e registrato con Miles Davis. Fra gli artisti con cui ha collaborato non bisogna dimenticare Charlie Haden, Jack DeJonette, Joe Lovano e Eddie Harris e anche il nostro Franco Ambrosetti… ma citarli tutti porterebbe un elenco interminabile di grandi nomi. Scofield ha al suo attivo ben tre Grammy Awards (uno nel 2015, due nel 2016), tutti dedicati alla sua eccellenza chitarristica.

John Medeski
Nato nel 1965 nel Kentucky, Medeski si è presto trasferito in California dove a 5 anni inizia a studiare pianoforte classico, in particollare su pagine di Bach, Beethoven e Debussy. A metà degli anni '70 passa al professionismo al seguito di compagnie di danza e di teatro. Scopre il Jazz all'età di 13 anni ascoltando Bud Powell, Cecil Taylor, Oscar Peterson. Nel 1982 si trasferisce a Boston dove studia al Conservatorio con George Russel, Dave Holland e Joe Maneri. Grazie all'incontro con Bob Moses, John si perfeziona all'organo Hammond. Collabora con Anthony Davis e Sam Rivers. Con Chris Wood e Billy Martin ha formato un trio d'eccellenza con cui ha inciso album di grande successo e con il quale è stato applaudito ospite sul palco di Estival nel 2007.

Scott Colley
Nato a Los Angeles, Scott ha iniziato a suonare il contrabbasso all'età di 11 anni mettendosi subito in evidenza. Ha collaborato con Herbie Hancock, Jim Hall, Andrew Hill, John Scofield, Renée Rosnes, Brian Blade, Ben Perowski, Tim Ries, Rick Margitza e e molti altri ancora firmando importanti produzioni. Da tempo è uno dei più apprezzati e richiesti contrabbassisti in attività.



MICHEL CAMILO & TOMATITO
Michel Camilo, p, Tomatito, g
Due mostri sacri, due artisti impareggiabili per tecnica e espressività: la ventennale collaborazione tra il pianista e compositore dominicano Michel Camilo e il chitarrista spagnolo di flamenco Tomatito è un appassionante scambio di improvvisazione che attraversa il mondo afro-iberico, dall’Andalusia ai Caraibi. Camilo e Tomatito si sono incontrati in Spagna negli anni Novanta e da allora esplorano le dimensioni ispaniche del loro patrimonio musicale comune.

Michel Camilo
Compositore e pianista straordinario, direttore d’orchestra, docente e visiting professor, produttore, vincitore di Grammy e Emmy Awards, insignito dei più alti onori civili da parte del suo paese nativo, Santo Domingo, Michel Camilo è un uomo di straripante entusiasmo e passione per la musica. La sua arte e il suo virtuosismo hanno creato nuove declinazioni del Jazz, della Classica e della musica popolare. Nato nel 1954 da una famiglia di musicisti, Michel è cresciuto circondato dalla grande tradizione classica occidentale accanto alla ricca tradizione popolare caraibica. Ha iniziato a suonare a quattro anni e la sua prima passione, prima del pianoforte, è stata la fisarmonica. Ha frequentato il Conservatorio e nel 1979 si è trasferito negli Stati Uniti dove ha studiato al Mannes College e alla Julliard School. Ha suonato con i French Toast, i Manhattan Trasfert, con Paquito DeRivera, ha accompagnato in trio Tania Maria e diretto orchestre di musica classica. Ha collaborato con Dizzy Gillespie, Tito Puente, Mongo Santamaria, Michael Brecker, le sorelle Labeque e molti altri ancora. Pianista che unisce la grande tecnica classica a una verve afrolatina, Camilo è stato più volte acclamato ospite di Estival Jazz a Lugano. Nel 2014 ha trionfato alla quarta edizione di Estival Nights con un concerto in coppia col grande chitarrista flamenco Tomatito e, l'anno successivo, è stato ospite al LAC per un concerto accompagnato dall'OSI.

Tomatito
Grande virtuoso dei ritmi gitani, Tomatito è stato, con Paco de Lucia, tra i fondatori del Nuevo Flamenco che negli anni Settanta ha ridato nuova linfa a questa affascinante espressione culturale. José Fernández Torres soprannominato “Tomatito” (Almería, 1958) proviene da una famiglia flamenca. Il suo debutto professionale è avvenuto a Malaga con con Camaron de la Isla, il grande cantante flamenco con cui Tomatrito ha fatto coppia artistica per un ventennio fino alla sua scomparsa. Da allora si è quasi sempre esibito come solista, nonostante i maggiori cantanti spagnoli di flamenco lo reclamassero per averlo al loro fianco: da Enrique Morente a José Mercé, Duquende, Aurore, Carmen Linares… per citarne solo alcuni. Compositore di musica per il cinema e per il teatro, Tomatito nel 1997 inizia la sua collaborazione con Michel Camilo al Festival di Jazz di Barcellona, un'accoppiata molto richiesta dai maggiori festival internazionali e che ha conquistato un Grammy per il miglior disco Latino nel 2000 seguito da un secondo Grammy per la stessa categoria nel 2005. Un palmares a cui si deve aggiungere il Premio César che Tomatito ha ricevuto nel 2001 per la colonna sonora del film "Vengo" di Tony Gatlif. Ha collaborato con artisti protagonisti assoluti della chitarra come Paco De Lucia, Carles Trepat e con direttori d'orchestra come Josep Pons.



CHICO TRUJILLO
Macha, voc
Michael Magliocchetti, g, Juanito, dr, Tuto, b, Tio Rodi, perc, Felita, s, Zorrita, tp, Tabilo, tb, Pato, charango & flute, Joselo, keys

Quella dei Chico Trujillo è una delle orchestre più importanti del Cile: sono la colonna sonora di tutte le feste, da Arica a Punta Arenas. Con un misto di Cumbia classica, Bolero, musica latinoamericana, balcanica e Reggae questa orchestra ha saputo conquistare un pubblico di ogni età e dai più svariati stili di vita. Il gruppo si è formato nel 1999 a Valparaiso da una costola della band punk/ska La Floronpodio. Dopo quasi vent'anni e diversi album all'attivo oggi rappresentano un cocktail unico che racconta l'evoluzione culturale popolare cilena inglobando aspetti sociali che vanno dal periodo precedente alla dittatura militare fino ad oggi. Il loro è uno stile debitore di un passato intriso di cultura alternativa e di tutto ciò che ha potuto influenzarla sotto la bandiera panamericana della Cumbia. La contagiosa esuberanza di questa band trasporta il pubblico in un mondo festoso di balli e di piaceri notturni. La loro popolarità dopo aver conquistato il Cile e il Sudamerica nei maggiori festival latini, ha superato i confini facendosi apprezzare negli Stati Uniti e in Europa: da Chicago a Roskilde, in lunghe tournées che li ha portati a Los Angeles, Sacramento, San José, San Francisco, Oakland, New York, Austin, come in Germania, Belgio, Francia, Spagna, Olanda, Svezia, Norvegia, Portogallo, Serbia e Marocco… e ora da noi, in Svizzera.




Lugano, Piazza della Riforma
Sabato 14 luglio


RENZO ARBORE E L’ORCHESTRA ITALIANA
Renzo Arbore, voc, g, Massimo Cecchetti, b, Michele Montefusco, g, Paolo Termini, g, Nicola Cantatore, g, Nunzio Reina, Nunzio, mand, Salvatore Della Vecchia, mandola, Salvatore Esposito, mand, Massimo Volpe, keys, Gian Luca Pica, acc, Mariano Caiano, voc, g, Barbara Buonaiuto, voc, Giovanni Conte, voc, Giovanni Imparato, perc, Giuseppe Sannino, perc, Roberto Ciscognetti, dr
Ovunque osannato dalle platee senza mezzi termini da quasi trent'anni, il carosello musicale dell'Orchestra italiana guidata dal sempreverde Renzo Arbore approda in Piazza della Riforma per una pacifica invasione di ritmi e melodie nel segno del più schietto repertorio partenopeo frammisto alla contagiosa e ironica simpatia del più grande entertainer della radiotelevisione italiana. Conduttore, deejay, musicista, regista e talent-scout, Renzo Arbore (Foggia, 1937) è stato un pioniere dell'intrattenimento radiotelevisivo. Da Bandiera Gialla nella seconda metà degli anni '60 ma soprattutto con la trasmissione Alto gradimento (1970), entrambe realizzate con Gianni Boncompagni, Arbore ha rivoluzionato il linguaggio radiofonico. In televisione il rinnovamento è iniziato con L’altra domenica (1975) e soprattutto con Quelli della notte (1985) e Indietro tutta (1987) con cui ha profondamente stravolto le modalità dell'intrattenimento. "Mi considero un jazzista della parola", ha affermato. In effetti la passione di Renzo per la musica va di pari passo con la sua storia professionale. "Sono quello che ha sempre inseguito l’altra tv e ha fatto tutto il contrario di quello che andava di moda". Dopo il successo di Indietro tutta, benché richiesto con insistenza, Arbore s’è praticamente astenuto dalla tv girando il mondo con la sua Orchestra italiana, nata nel 1989: "Un piccolo fenomeno: un ensemble di quindici solisti che colleziona concerti esauriti in tutto il mondo, con gli spettatori travolti dall’energia di cori, mandolini e melodie napoletane. La scaletta del concerto – ha spiegato Arbore - coniuga il nuovo e l’antico suono di Napoli: voci e cori appassionati, girandole di assoli strumentali, un’altalena di emozioni sprigionate da melodie che evocano albe e tramonti, feste al sole e serenate notturne, gioie e pene d’amore. Al suono di “Reginella”, ad esempio, ho sempre visto il pubblico cantare a squarciagola il ritornello di questo celebre brano e, magicamente, farsi trasportare proprio là, a Napoli, nella terra da cui quelle emozioni sono partite”.Da New York, Londra, Parigi, Sidney, Mosca, Buenos Aires, Caracas, San Paolo, Rio de Janeiro, Toronto, Montréal, Melbourne, Tokyo, Pechino, Shanghai… ora anche Lugano accoglie a braccia aperte Renzo Arbore, autentico ambasciatore della musica e della cultura italiane, un artista che continua con eleganza e ironia a coinvolgere il pubblico di varie generazioni grazie a uno show divertente e appassionante. Un evento dal carattere eccezionale per l'importante compleanno di Estival.


LONDON COMMUNITY GOSPEL CHOIR
Parafrasando la liturgia potremmo dire che per il suo 40esimo Estival si riserva una sorta di finale in Gloria grazie a uno dei gruppi di Gospel più prestigiosi al mondo, la più importante formazione inglese del genere. The London Community Gospel Choir è stato fondato nel 1982 dal Reverendo Bazil Meade con Lawrence Johnson, Delroy Powell e John Francis. Doveva essere per la durata di un singolo evento invece il successo è stato tale che il coro è rimasto unito e si è consolidato fino a diventare un riferimento per la scena musicale religiosa del Regno Unito. In quasi trent'anni di carriera ha collaborato con star pop internazionali come Sting, Madonna, Tina Turner, Mariah Carey, Elton John, Paul Mc Cartney, George Michael, Diana Ross, Luther Vandross, Puff Daddy, Terence Trent D'arby, Van Morrison, Chaka Khan, Depeche Mode, Stevie Wonder, Nu Colors e molti altri ancora. La formazione è stata spesso invitata a partecipare a diversi eventi storici come in occasione della visita di Nelson Mandela a Brixton nel 1996 o per la prima BBC Gospel Night organizzata due anni dopo alla Albert Hall. La loro performance più memorabile è certamente legata alla Colonna Sonora del film della Disney "Il Re Leone". Con loro la platea Piazza della Riforma sarà avvolta dalla magica atmosfera di temi classici del Gospel, degli Spirituals e del Soul accanto a grandi standard del Jazz in un gioco musicale trascinante e …decisamente corale!
 


Lugano Estival Jazz 2018 - Le biografie


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