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Programma/Program 2016
Tutti i concerti Open Air sono gratuiti - All Open Air Free Concerts

 

1.7 Mendrisio, Piazzale alla valle, from 20.30

BALKAN LOVERS
Guest Star Marko Marković
Dušan Stojadinović, voc, perc, ethnic instr, Goran Stojadinovic, voc, accordion, Aleksandar Stojićm g, Jovan Jovanović, b, Boban Stanišić, dr, Ivan Aleksijević, keys 
Guests. Mattia Luraschi, indian tabla, Fidel Arenas Britto, voc

Il gruppo è stato fondato a Lugano nel 2009 dai fratelli Goran e Dušan Stojadinović a cui successivamente si sono uniti il chitarrista Ivan Antunović e Luana "Baby Blue" Zanetti. Originariamente la formazione era legata a esecuzioni di standard jazz, di musica sudamericana e balcanica in aggiunta a brani "evergreen". Un repertorio che via via è stato sostituito in maggioranza dalla colorita e famosa musica etnica e dai ritmi dei Balcani. Dopo aver partecipato a numerosi festival europei e aver spesso suonato nella nostra regione, nel 2011 hanno pubblicato il loro primo album "live" registrato a Locarno. Un'occasione che li ha fatti decidere su un ulteriore ampliamento del repertorio con proprie composizioni. È così nato il primo vero album registrato nel 2014 e pubblicato all'inizio del 2015. Con il passare del tempo la formazione ha assunto una nuova fisionomia, totalmente rinnovata, di cui fanno parte alcuni dei più prestigiosi jazzisti della vivace scena serba. Come Aleksandar Stojić, Saša Ranković, Mario Cubilas, e Jovan Jovanović: ognuno di loro con un profilo musicale ben definito e reduci da un percorso formativo accademico. Con loro la proposta musicale ha avuto un nuovo importante slancio, un nuovo "groove" che arricchisce il repertorio dal carattere fortemente balcanico in cui dolci e bizzarre arie dell'Est si fondono con il Jazz, il Funky, lo Ska e atmosfere latine. Le parole delle loro composizioni sono in inglese, spagnolo, serbo e italiano: una caratteristica che li rende oltremodo interazionali anche grazie a un ospite veramente speciale: il trombettista serbo Marco Marković.

NERI PER CASO
Massimo de Divitiis, Domenico Pablo Caravano, Gonzalo Caravano, Ciro Caravano, Mario Crescenzo, Daniele Blaquier, all voc.

Vent’anni di carriera e uno stile inossidabile. Sono le principali cifre che occorre ricordare quando si presentano i Neri Per Caso, il gruppo di origini salernitane che ha fatto del “canto a cappella” la propria consacrazione aggiornandolo nella dimensione pop e dandogli una veste contemporanea.
Sono sulla breccia dal 1995 grazie alla vittoria al festival di Sanremo con Le ragazze, un brano storico che ancora oggi li rappresenta e che allora vendette 600 mila copie. Il gruppo che ha reso famosa in Italia la ‘musica a cappella” ha attraversato indenne un intero ventennio, fra dischi pubblicati e un gran numero di concerti. Dal 1989, anno della loro formazione, i Neri Per Caso ne hanno fatta di strada e, più che esser cambiata, il gruppo si è evoluto. Alla storica “famiglia” composta da Ciro, Gonzalo, Domenico Pablo ‘Mimì’ Caravano, Mario Crescenzo e Massimo de Divitiis è arrivato il “nipote” più piccolo, Daniele Blaquier, che ha preso il posto di Diego Caravano, oggi completamente dedito all’insegnamento. Il loro stile può definirsi in una sorta di ‘pop a cappella’. “La musica a cappella”, ha dichiarato in un’intervista Gonzalo Chiaravano, “è seguita da una ‘nicchia planetaria’, universalmente riconosciuta, un fattore che ci ha portato fortuna anche all’estero, consentendoci di arrivare ad esibirci nelle Americhe e in Asia, in entrambi gli emisferi.” Lo scorso anno i Neri Per Caso hanno aperto un concerto di Bobby McFerrin: è stata la realizzazione di un sogno. “Un’emozione indescrivibile”, ha raccontato Chiaravano, “non ci sembrava vero di essere lì e di avere davanti il nostro idolo, il mentore che in qualche modo ci ha creati.”

PAT THOMAS & KWASHIBU AREA BAND
Pat Thomas( voc)
Kwame Yeboah, g, keys, Ben Abarbanel-Wolff, s, Eric Owusu, perc, Emmanuel Ofori, b, Emmanuel Ware, g, Prince Larbi, dr, Philip Sindy, tp

Noto in patria col nome di Golden voice of Africa, Pat Thomas è stata la prima “rock star” e una delle figure centrali di quella generazione di musicisti che negli anni ‘60 e ‘70 diede nuova linfa al “Highlife”, genere musicale nato in Ghana agli inizi degli anni ’50 e caratterizzato da un mix di ritmi tradizionali, influssi caraibici e strumenti occidentali. Un genere che durante il periodo coloniale veniva collegato all’aristocrazia africana con un uso di sonorità che riprendevano l’immagine e lo stile delle orchestre da ballo angloamericane, in altre parole le “Big Band”. La carriera di Thomas è iniziata nel 1966, quando aveva 16 anni ma l’incontro che fondamentale è stato con un’altra star dell’Highlife: il chitarrista, compositore e bandleader Ebo Taylor. “L’highlife era la nostra musica e ciò che artisti come me ed Ebo volevamo fare era modernizzarla, renderla più aderente ai nostri giorni e più funky”, ricorda Pat Thomas. Da quel momento i ritmi della musica tradizionale si sono adattati a nuovi arrangiamenti, dove la chitarra e la voce si sono contaminati con l’Afrobeat e le sonorità afro-disco. Ma è il continente europeo che più di tutti ha avuto un forte impatto su questa formazione artistica e sulla musica di Pat Thomas, proiettandola verso il futuro e donando nuova luce a un importante percorso culturale. Sul palco di Mendrisio Thomas schiera una robusta formazione in cui si incontrano nuove leve della musica africana e vecchi collaboratori in un concerto affascinante e sospeso tra innovazione e tradizione.

 

2.7 Mendrisio, Piazzale alla valle, from 20.30

FINAL STEP
Matteo Finali, g, Fabio Buonarota, tp, Mirko Roccato, s, Alessandro Ponti, Hammond, Gabriele Pezzoli, keys, Francesca Morandi, b, Dario Milan, dr, Silvano de Tomaso, perc

All’insegna della scoperta ma anche della qualità che spesso contraddistingue l’offerta musicale del nostro territorio, Estival è molto fiera di presentare al pubblico della piazza un collettivo artistico di creazione musicale, composto di musicisti ticinesi e della vicina penisola. Il progetto, avviato nel 2003 da Matteo Finali (chitarra elettrica), propone musica di qualità nell'ambito del progressive-jazz. In collaborazione conil sassofonista Max Pizio, il progetto ha preso forma proponendo composizioni originali, con melodie di raffinato stampo jazzistico, spazi d'improvvisazione e ritmiche che affondano nelle radici della musica etnica, del Rock, del Funk e del Blues. Nel 2010, con una formazione più stabile, il progetto si è concretizzato in un primo lavoro discografico per l’etichetta Tetraktys Music Label di Giubiasco. Dopo l’uscita dell’album, il gruppo si è esibito in vari locali, festival e manifestazioni, sia in Ticino sia nel resto della Svizzera. In ambito regionale va ricordata la partecipazione alla rassegna "Tra Jazz e Nuove Musiche" di Rete Due (RSI) e "Aspettando Estival" (2013). Nel 2014 Final Step ha presentato una nuova proposta improntata maggiormente verso una sonorità acustica con influenze di musica popolare proveniente da zone quali l'area balcanica, il Medio Oriente e il Nord-Africa, pur mantenendo le ritmiche intense e coinvolgenti delle origini.

STEPS AHEAD REUNION TOUR
Mike Mainieri, vib, Eliane Elias,p, Donny McCaslin,s, Marc Johnson, b,
Billy Kilson, dr

È un gruppo leggendario che ha fatto emozionare legioni di appassionati di Jazz Fusion. E possiamo pure considerarli amici di lunga data di Estival dove furono ospiti per la prima volta nel 1985 con il loro primo concerto in Europa. Da quell’anno, tutti i componenti originari hanno partecipato a diverse edizioni, sia come Steps poi come Steps Ahead, poi ancora singolarmente in altre formazioni. Il gruppo è stato fondato dal vibrafonista Mike Mainieri che ritroviamo sul palco con la pianista Eliane Elias. Mainieri è stato nominato sei volte ai Grammy, l’ultima per il recente albumo "Made in Brazil". Nel gruppo troviamo anche il bassista Marc Johnson e il batterista Billy Kilson. La loro storia inizia nel 1979 al "Seven Avenue South", un locale di New York che li ha resi famosi fra le prime e più famose band di Jazz Fusion al mondo. Il loro sound gioca con la sperimentazione accanto a una sorta di integrità sonora contemporanea che ha permesso a grandi talenti di emergere apportando nuova linfa al genere musicale.
Fra i musicisti di spicco che hanno condiviso la lunga storia del gruppo non possiamo dimenticare sassofonisti della statura del grande Michael Brecker con Bob Mintzer, Bob Berg, Bill Evans, chitarristi come Mike Stern, Steve Khan, Chuck Loeb, Joe Beck, Hiram Bullock, bassisti come Darryl Jones, Tony Levin, batteristi come Steve Gadd, Peter Erskine, e trombettisti di assoluto livello come Randy Brecker, Tim Hagans e Till Bronner. 

SHIBUSA SHIRAZU ORCHESTRA
myspace.com/shibusashirazu

Shibusa Shirazu in giapponese significa "non essere mai cool“. Questa irresistibile big band proveniente da Tokyo non è semplice da catalogare. In loro c'è energia e ironia giapponese, esplosioni timbriche alla Charlie Mingus, soluzioni musicali (e visive) alla Frank Zappa… da orchestra d'improvvisazione diventano una gigantesca fanfara, con artisti alle prese con strumenti a fiato e percussioni, vocalist, ballerine Go-Go, Cowgirls, artisti e mimi teatrali, acrobati, danzatori Butoh dell'antica tradizione giapponese. L’impatto sonoro dell’orchestra è simile a quella dell balcanico Bregovic …con gli occhi a mandorla. Loro stessi lo definiscono New Jazz o Jazz “cosmico” (Sun Ra docet). Ma non disdegnano anche di suonare il Pop giapponese, atmosfere latine, folk, house e funk. In ogni caso l’ironia e la spettacolarità del loro spettacolo hanno già fatto il giro dei più grandi festival d'Europa. Chi era presente a Lugano per l'edizione del 2010 si ricorderà il palco trasformato in una sorta di piazza multimediale giapponese, un incrocio tra arte, danza e musica d'improvvisazione con un immenso drago (gonfiabile) che sorvolava la piazza sfiorando il pubblico. Da quasi vent'anni ormai la Shibusa Shirazu Orchestra è un “Work in Progress”, un collettivo Jazz nel senso più ampio della parola, un amalgama di artisti dallo stile e dal background diversi. Con la loro musica questi artisti hanno superato frontiere e barriere inimmaginabili. Da un lato sono rispettosi tradizionalisti del Jazz ma al contempo entusiasti del Bop, nichilisti del Free Jazz e ossessionati dalle Big Band. Ma sono soprattutto dei professionisti della musica classica con alle spalle un’affermata carriera. Mendrisio ricorderà a lungo l'unicità di questo circo musicale!


7.7 Lugano, Piazza della Riforma, from 20.30

AVISHAI COHEN TRIO
Avishai Cohen, b ,voc , Nitai Hershkovits, p , Daniel Dor, dr

Avishai Cohen, classe 1970, è un contrabbassista, bassista e cantante jazz israeliano.
Compositore eclettico e poliedrico, Avishai è noto per aver collaborato con Chick Corea che lo ha definito “un musicista geniale” ma anche per l’intensa attività del suo Trio.
Ispirato dal grande genio evocativo di Jaco Pastorius, inizia a studiare il basso elettrico da adolescente dopo aver abbandonato il pianoforte e a 16 anni si dedica allo studio del contrabbasso sotto la guida del maestro Michael Klinghoffer. Ha collaborato, tra gli altri, con musicisti del calibro di Bobby McFerrin, Roy Hargrove, Herbie Hancock e Kurt Rosenwinkel. La sua storia ricalca quella di molti altri artisti: inizi difficili con i più svariati lavori per mantenersi fino ad essere notato prima da Danilo Perez, poi da Chick Corea, con cui riesce ad entrare nel circuito internazionale dei grandi festival. Nel 2015 è uscito per l’etichetta Sunnyside/Razdaz Recordz il suo ultimo lavoro intitolato “From Darkness”, album di una bellezza forte e controversa, molto apprezzato sia dal pubblico che dalla critica.
Con oltre quindici album all’attivo in meno di vent’anni di carriera, Avishai Cohen si presenta come un musicista dalla forte carica “live”, accompagnato al piano e alla batteria da partner eccellenti. Il suo stile è tutto un programma, in simbiosi con il suo strumento che coccola, stuzzica, pizzica fino a produrre armonie e ritmi inediti di grande purezza in una trance esecutiva.

LISA SIMONE
Lisa Simone, voc
Hervé Samb, g, Reggie Washington, b, Sonny Troupé, dr

Figlia unica della famosa cantante e attivista americana Nina Simone, Lisa (nata Lisa Celeste Stroud) raccoglie l'eredità della madre forgiando un suo personalissimo percorso. Sebbene cantasse Gospel in chiesa già all'età di 15 anni, Lisa inizia la sua carriera come attrice e cantante a Broadway consacrandosi alla scena con il musical "Jesus Christ Superstar", portato nei teatri di tutto il territorio nazionale. Da metà degli anni '90 fino agli inizi del 2000 Lisa si dedica a tempo pieno alla musica: un periodo in cui collabora con la band di Acid Jazz Liquid Soul con cui ottiene una nomination ai Grammy per l'album "Here's the Deal". Parallelamente all'impegno teatrale, mai abbandonato, continua a incantare le platee dei festival Jazz di tutto il mondo grazie alla sua ampia estensione vocale e a tonalità calde e vellutate oltre alla sua innata capacità interpretativa, doti che le permettono di utilizzare la musica come un vero e proprio "strumento di rafforzamento interiore". Non è stato facile, infatti, per lei staccarsi dall'orbita materna, una delle voci più belle del 20esimo secolo. Lo testimonia il fatto che il suo primo disco da solista l'ha pubblicato all'età di 52 anni! Ora quel percorso si nutre di grandi classici fra il Soul e il Jazz e canzoni composte da lei che rendono le sue performance dei momenti indimenticabili. Dopo un processo di creazione durato un decennio, è anche stato pubblicato "What Happened, Miss Simone?", un film documentario quale tributo alla madre Nina, co-prodotto da Lisa dove lei stessa presta la voce come narratrice.

NIK WEST
Nik West, b, voc
Nichelle Koto, b.voc, Chris Turner, keys, Hubie Wang,g, Ariel Melonie, g, RJ Norwood Jr, dr.

È stata una delle migliori amiche di Prince, a tal punto che il giorno della sua scomparsa, Nik è stata sommersa da interviste da parte di tutte le tv americane. E questo concerto, in un certo senso, potrebbe trasformersi in un tributo alla sua memoria. È ammirata e apprezzata non solo da artisti come il genio di Minneapolis ma anche da protagonisti come Dave Stewart degli Eurythmics (“È la versione al femminile di Lenny Kravitz") o Steven Tyler ("Ho sentito subito che c'era qualcosa di speciale in quella donna con quei capelli"). Bassista, cantante e cantautrice, Nik West non è solo ciò che vuole apparire con il suo look originale. Alex Henderson, giornalista dell'autorevole rivista americana Billboard, ha scritto di lei: "È una giovane bassista elettrica che sa perfettamente che cosa vuole ottenere dal suo strumento e che suona come se fosse ispirata dal Funky di Larry Graham, Louis Johnson e Marcus Miller". Il che è tutto dire… Nick è anche una cantante altamente espressiva. Con la sua versione di "Black Is Black" degli AC/DC ha saputo persino impressionare i fanatici del Rock conquistando la stima di una leggenda come Steven Tyler. Sono infatti moltissimi gli ottimi cantanti sulla piazza, pochi però hanno nella voce un carattere timbrico forte come quello di Nik. Un giorno ha detto: "Sono rimasta sorpresa quando ho saputo che Lenny Kravitz dopo aver visto tutti I miei video era rimasto così impressionato da come cantavo che mi voleva conoscere!" Al fenomeno musicale di Nik West in simbiosi unica con il suo basso Fender si aggiunge uno straordinario e coloratissimo look che, per inciso, le ha procurato un numero ragguardevole di copertine e articoli su riviste musicali specializzate. Ma ciò che conta è il suo groove funky: irresistibile. Divertirà e conquisterà la piazza!


8.7 Lugano, Piazza della Riforma, from 20.30

NOA and the ORCHESTRA DELLA SVIZZERA ITALIANA
w/Gild Dor & Domenico Sanfilippo

Dopo la trionfale esibizione del 2001 a Mendrisio ecco un graditissimo ritorno di Noa a Estival nella sua storica piazza. Cresciuta a New York (Bronx), la cantante israeliana ha una solida formazione musicale conseguita alla Rimon School of Jazz and Contemporary Music di Tel Aviv negli Anni ‘90, periodo in cui si crea il sodalizio con il chitarrista Gil Dor. Artista di grandi qualità su tutti i fronti musicali, Achinoam Nini, il suo vero nome che significa “sorella della pace”, si è affermata in un primo tempo grazie a Pat Metheny. Fra i momenti più emozionanti della sua carriera resterà certamente nella memoria la celebre “Ave Maria” di Gounod cantata davanti al Papa. Acclamata e riverita, Noa ha da tempo conquistato il grande pubblico e la critica più agguerrita con un repertorio sorprendente e di altissima qualità. "Mi sono formata a New York", racconta la stella della World Music, "ma non potrei mai vivere lontano da Israele. L'amore è la fonte del mio canto". Con la sua voce cristallina mescola Jazz, Rock americano e suggestioni mediorientali diffondendo gioia ed entusiasmo che superano le frontiere culturali. Grazie anche alla collaborazione con Gil Dor, Noa ha messo a frutto le capacità e la fantasia compositiva che uno spiccato talento musicale ha profuso in lei. Il suo repertorio è molto variato, ma quando si immerge nel clima mediorientale, danzando e accompagnandosi con percussioni, tamburelli, piccoli strumenti a fiato, Noa dà il meglio di sé. Quando poi regala "Beautiful that way", il brano della colonna sonora del film di Roberto Benigni "La vita è bella", si ha la prova che canzoni come questa, interpretate da una voce così limpida, sono realmente un dono che ci comunica un'idea della vita che esclude l'odio e il pregiudizio. Noa è un simbolo, è una vera messaggera di pace. Una voce che accompagnata dall’OSI acquisterà un valore suggestivo supplementare e sarà ricordato per sempre.

Orchestra della Svizzera italiana (OSI)

Costituita nel 1935 come Orchestra della Radio della Svizzera italiana, nel 1991 prende l’attuale nome e inizia a mettersi in luce a livello internazionale esibendosi nelle più prestigiose sale di città come Vienna, Amsterdam, San Pietroburgo, Parigi, Milano e Salisburgo. È stata diretta da grandi personalità musicali quali Ansermet, Stravinskij, Stokowski, Celibidache, Scherchen. Ha collaborato con innumerevoli compositori quali Mascagni, R.Strauss, Honegger, Milhaud, Martin, Hindemith e, in tempi più vicini, Berio, Henze e Penderecki. È finanziata principalmente dal Cantone Ticino, dalla Radiotelevisione svizzera, dalla Città di Lugano e dall’Associazione Amici dell’OSI. Partner Internazionale è il Gruppo Helsinn.

A partire dalla stagione 2015-2016 l’OSI è guidata dal direttore tedesco Markus Poschner, che nell’importante funzione di direttore principale la sosterrà nei futuri sviluppi. La partecipazione dell'OSI a Estival è ormai parte di una tradizione che si ripete con successo dal 1993, anno in cui il primo a condividere il palco con l'orchestra è stato il grande Friedrich Gulda. Da allora, accanto alla collaudata formazione, si sono avvicendati protagonisti della musica contemporanea come Dave Brubeck, Maynard Fergusson, Max Roach, Richard Galliano, Martha Argerich con Luis Bacalov, Eumir Deodato, Rick Wakeman, Al Di Meola, Premiata Forneria Marconi (PFM), Michel Camilo… A dirigere l’OSI per il concerto di Estival 2016 è stato chiamato il Mo Domenico Sanfilippo.

 

TONY HADLEY of Spandau Ballet

Anthony Patrick "Tony" Hadley, nasce a Londra il 2 giugno 1960. Si avvicina alla musica giovanissimo, a 14 anni vince un concorso di canto eseguendo brani soul e sempre da teenager inizia la sua carriera artistica. L'appuntamento con la storia avviene nel 1979, anno in cui Tony crea gli Spandau Ballet con i fratelli Gary e Martin Kemp, John Keeble e Steve Norman. Gli Spands, per gli amici, si affacciano sulla scena londinese nel momento in cui il Punk era al tramonto: il loro primo singolo "To cut a long story short" entra subito nelle classifiche. È l'inizio del loro grande successo. Il primo album "Journeys to glory" è del 1981 ma è con il singolo "Chant NR.1" che entrano in classifica anche negli USA. Con l'album "Diamond" (che contiene i singoli "True" e "Gold") il gruppo si proietta in testa alle charts europee. Sono gli anni in cui il popolo dei fans si divide fra i sostenitori degli Spandau Ballett e dei Duran Duran, i due gruppi più voga del momento. È un evento generazionale che ricorda molto il confronto fra i Beatles e gli Stones della "swinging London" degli anni Sessanta. Nel 1986, dopo una fortunatissima raccolta di singoli, esce "Through the barricades", un disco storico che ha procurato al leader degli Spands un successo enorme. A tal punto che ancora oggi il nome di Tony Hadley è legato a doppio filo alla title-track del disco, dolce ed elegante come la sua voce. Dopo l'uscita di "Heart like a sky", nel 1989 gli Spands si sciolgono ma Tony Hadley continua l'attività come solista incidendo due album: "The state of play" nel 1992 e l'omonimo "Tony Hadley" nel 1997. Nel febbraio del 2008 è ospite del Festival di Sanremo dove molti lo ricorderanno duettare con il nostro Paolo Meneguzzi nella sua canzone "Grande". L'anno successivo gli Spandau Ballet si riuniscono e incidono un album "Once More" in cui rielaborano i loro più importanti successi in chiave contemporanea con l'aggiunta di due nuovi brani. Raffinata e unica, la voce "crooner" di Tony Hadley è il simbolo di una band di cui è stato leader e che ha segnato gli anni Ottanta: “Sono cresciuto ascoltando la musica swing e jazz, quella di artisti come Tony Bennett, Frank Sinatra o Ella Fitzgerald…". Parole sante. Grazie a lui la piazza luganese rivivrà grandi emozioni sulle note delle sue intramontabili canzoni.


JULIAN MARLEY & THE UPRISING BAND


Per la prima volta sul palco di Estival arriva Julian Marley, figlio della leggenda Reggae Bob Marley. Ambasciatore del Reggae delle origini, cantante, cantautore e produttore, Julian "Ju Ju" Marley si inserisce perfettamente nel solco della tradizione paterna come devoto Rastafarian, fonte ispiratrice di vita e di spiritualità. Nato a Londra il 4 giugno 1975, Julian è l'unico figlio di Bob nato in Inghilterra, tutti gli altri sono originari della Giamaica. Fin da piccolo impara a suonare il basso, la batteria, la chitarra e le tastiere. A cinque anni incide una traccia del suo innato talento musicale: un exploît casalingo significativo. Negli anni della formazione vive in Giamaica e inizia a studiare musica dai leggendari veterani del Reggae come Aston "Family Man" Barrett, Earl "Eire" Lindo, e Cralton Barrett, il batterista dei Wailers ucciso nel 1987 sul portone di casa. Un episodio spinge Julian a scrivere le sue prime due canzoni, "What They Did Wrong" e "Uprising", mai pubblicate. Successivamente fonda il suo gruppo "The Uprising", una band interamente composta di giovani musicisti che sarà chiamato ad aprire un concerto del fratello Ziggy e dei Wailers. A partire da metà degli anni '90 Julian pubblica il suo primo album con cui consacrerà la sua maturazione artistica che lo porterà a diventare anche produttore musicale. La sua carriera nel 2009 viene onorata da una Nomination ai Grammy per "Awake", un album suggerito dalla vita e dalla spiritualità della moglie. È un disco che propone diversi stili musicali in un set di beats ipnotici e ispirate sezioni vocali: un messaggio interiore dal grande fascino. "Questo lavoro", ha affermato, "contiene l'energia spirituale ancestrale della mia famiglia." Socialmente impegnato, Julian Marley è sostenitore del Ghetto Youths Foundation, un progetto umanitario che porta avanti nel nome di suo padre. La musica di Julian Marley si nutre di ritmi del Raggae delle radici con molte altre influenze, dall'Hip-hop al Funky, dal Blues al Jazz. Insomma, ci sono tutte le premesse per un gran bel concerto.



9.7 Lugano, Piazza della Riforma, from 20.30

TAKE 6
Claude McKnight, Mark Kibble, Joey Kibble, David Thoma , Alvin Chea, Khristian Dentley, all voc


È la più importante band vocale dell’ultimo trentennio. Si sono formati nel 1980 come gruppo gospel a cappella dell’Oakwood College in Huntsville (Alabama) e nel giro di poche stagioni si sono affermati su scala planetaria rimodellando la vocalità sacra secondo canoni più vicini al Soul e Pop senza mai rinunciare alla matrice religiosa del loro messaggio. Autentici punto di riferimento per le armonizzazioni polifoniche, hanno all’attivo decine di dischi che hanno venduto milioni di copie. Il pubblico li ricorderà sia come protagonisti sul palco di Estival sia in un applauditissimo concerto in occasione di Estival Nights. Dire sei voci è dir poco: i Take 6 sono sei stupendi "strumentisti vocali" che hanno ridefinito gli standard della musica "a cappella" dando anima, armonia e ritmo a qualunque brano. Un vero fenomeno vocale statunitense in grado di mandare in delirio migliaia di persone che in standing ovation esigono numerosi bis ai loro concerti. Sono il più premiato gruppo di canto a cappella della storia: 10 Grammy Award e 10 Dove Award (Gospel Music Award). Inoltre, per sette volte consecutive sono stati eletti come Migliore Gruppo Vocale Jazz dalla prestigiosa rivista americana Downbeat. Nella loro lunga carriera si sono esibiti in tutto il mondo e recentemente hanno avuto l’onore di essere il primo gruppo vocale americano a esibirsi a Cuba dopo il cambiamento delle relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti. Il sestetto ha registrato e collaborato con alcuni tra i più grandi musicisti soul-jazz della storia, come Ella Fitzgerald, Stevie Wonder, Ray Charles, Al Jarreau, Don Henley, James Taylor, Patti Austin e Branford Marsalis. Un successo che non è solo fortuna ma anche fede, amicizia, rispetto e amore per la musica.

MIKE STERN / BILL EVANS BAND
Featuring
DENNIS CHAMBERS & DARRYL JONES

Mike Stern, g, Bill Evans, s, Darryl Jones, b, Dennis Chambers, dr

Mike Stern (è uno dei migliori chitarristi della sua generazione con un passato che è già entrato nella leggenda, a cominciare dalla suo esordio con i Blood Sweet & Tears per poi passare al gruppo fusion di Billy Cobham, con Miles Davis, Jaco Pastorius, Dave Weckl, Steve Jordan, i Brecker's Brothers, Joe Henderson, George Coleman, Ron Carter, John Patitucci, John Scofield, Jack De Jonnette... ma l'elenco dei musicisti che si sono affidati al solismo del plurinominato ai Grammy Mike Stern, una forza della natura, è davvero impressionante.
Bill Evans all’età di soli 22 anni esordisce nel gruppo di Miles Davis con il quale incide sei dischi e gira il mondo. Incontra più tardi un altro mostro sacro, John McLaughlin, con cui suona per tre anni. Sassofonista eclettico, non etichettabile, in grado di collaborare con Randy Brecker e Herbie Hancock, ma anche con Mick Jagger e Andy Summers dei Police. Nella sua brillante carriera solista ha inciso decine di dischi e riscosso un successo mondiale. “Mi piacciono tutti i tipi di generi”, ha detto, “come jazzista adoro tuffarmi in realtà sonore diverse e vedere cosa posso ricavarne”. Lo ricordiamo in una potente serata a Estival Nights in cui ha presentato "Soulgrass" dove esplorava le radici folk americane in chiave jazzistica. Stern e Evans sonbo stati membri del gruppo di Miles Davis all'epoca del suo ritorno sulle scene (1982) e la loro complicità musicale risale ad allora. Dopo anni di carrier solista eccoli nuovamente insieme in quartetto e con una sezione ritmica a dir poco esplosiva.
Dennis Chambers è un batterista americano che ha lavorato con John Scofeld, Brecker Brothers, Santana, Parliament / Funkadelic, John McLaughlin, Niacin, Mike Stern, Greg Howe e molti altri ancora. Dotato di una tecnica perfetta e potente, si adatta a diversi generi musicali, in particolare al Jazz-Fusion e al Funk.
Darryl Jones è il bassista dei Rolling Stones, molto noto anche sulla scena jazz di New York, la sua sede abituale. Darryl infatti ha suonato con Miles Davis (tra l’altro a Lugano, nell’edizione di Estival del 1987), Mike Sterm, John Scofield, nella Big Band di Gil Evans, con gli Steps Ahead, con Branford Marsalis ma anche con Peter Gabriel, Madonna e Eric Clapton. Ma la lista è ancora molto lunga anche se il mondo rock lo conosce soprattutto perché dal 1984 suona con i Rolling Stones dopo aver sostituito Bill Wyman al basso.
Non c’è dubbio che così assortito ecco un quartetto ci regalerà un concerto di Jazz Fusion vigoroso e avvolgente, strepitoso!

MOMRELLE


Occorre ringraziare quell'amico che vent'anni fa è riuscito a convincerlo a visitare gli Olympic Studios di Barnes, nel sud di Londra, per far parte di un gruppo di coristi. Tony Momrelle infatti aveva appena 18 anni ma fu subito notato. "Inizialmente avrei voluto far carriera nel marketing", ha raccontato, "ma quando sono entrato negli studi di Barnes ho visto che c'era Gloria Estefan ad aspettarmi. Così, dopo quella session, mi sono ricreduto e ho pensato che potevano aprirsi nuove possibilità". Quell'episodio è stato come un battesimo del fuoco: da quel momento Tony ha iniziato a pensare seriamente al canto dal profilo professionale. A distanza di anni possiamo dire che ha fatto decisamente la scelta migliore e oggi viene definito "il nuovo Stevie Wonder". Un paragone impegnativo, ma anche molto calzante, visto il suo inconfondibile timbro e l'eccezionale capacità di modulare la voce come uno strumento. Una voce eccezionale e un artista davvero molto bravo che i critici musicali considerano fra i più rappresentativi e migliori 'songrwriter' inglesi. Un cantante dotato di un'appassionante vena melodica soul e r&b. Tutti riconoscono ancora Tony come la voce storica maschile degli Incognito, il più importante gruppo di Acid Jazz internazionale (già protagonisti a Estival). "Mi ritengo molto fortunato di aver fatto parte di quella band straordinaria", ha dichiarato. In questi ultimi tempi Tony sta investendo molte energie per una carriera solista, anche per uscire dall'etichetta, prestigiosa ma ingombrante, di "cantante degli Incognito". Quella voce, davvero bella, oltre a Gloria Estefan ha anche affascinato Whitney Houston, Elton John, Take That, Celine Dion, Janet Jackson, Gary Barlow, Andrea Bocelli, Gwen Stefani, Gabrielle e Sade, tutti artisti con cui Tony ha collaborato negli ultimi anni. A Lugano Momrelle si presenta con un ottetto, una formazione allargata per un concerto che si preannuncia intenso e di gran classe.


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